FACCIAMOCI I FATTI SUOI

I Barbagianni che nidificano nei paesi mediterranei, Italia compresa, si possono considerare praticamente sedentari, occupando lo stesso territorio durante tutto l'anno. Per procurarsi il “pane quotidiano” ogni individuo si allontana in media sino ad 1-2 Km dal nido, mentre in inverno, quando le prede scarseggiano, la distanza aumenta fino a 5 Km. Più che di territorio si dovrebbe parlare di “ home-range ”, cioè l'area occupata ma non difesa attivamente da conspecifici, all'interno della quale il maschio e la femmina (monogami per tutta la vita) frequentano alcuni siti ritenuti sicuri, tra i quali ne verrà scelto uno, fra la fine dell'inverno e l'inizio della primavera, per deporvi le preziose uova (e solo le immediate vicinanze del nido verranno difese). L'accoppiamento in genere avviene fra marzo e aprile, ma anche fino ad agosto-settembre nel caso di covate di rimpiazzo o seconde covate; nelle regioni tropicali, dove la disponibilità di prede è pressoché costante durante tutto l'anno la specie si riproduce quasi continuativamente.

Il nido si trova generalmente in angoli bui, cavità o anfratti sufficientemente ampi, a non meno di 3 m di altezza, di case abbandonate (soffitte e sottotetti), fienili, chiese, torri, idrovore o qualsiasi altra struttura antropica accessibile dall'esterno. Vengono inoltre utilizzate cavità di vecchi alberi o di pareti rocciose, cisterne d'acqua vuote e in disuso, cavità formatesi fra le balle di fieno ed ogni altro ripiano sufficientemente ampio e sicuro, meglio se in condizioni di scarsità di luce. Vengono quindi deposte da 3 a 7 uova, incubate dalla sola femmina per circa un mese; durante la cova e subito dopo la schiusa, la femmina viene alimentata dal compagno, che deve quindi procurare da solo il cibo per tutta la famiglia fino a che i piccoli non hanno una decina di giorni di vita. Se osserviamo una nidiata, notiamo immediatamente come questa sia composta da pulcini di età, e quindi dimensioni e sviluppo, differente. La spiegazione sta nel fatto che le uova vengono deposte ad intervalli di 2-3 giorni e la femmina inizia a covare da subito il primo uovo deposto, che ovviamente si schiuderà prima degli altri. I pulcini restano nel nido per circa due mesi prima di “debuttare”, con il primo volo, nel duro mondo dei predatori notturni. Di fatto la mortalità giovanile è molto elevata, e si può stimare che in media di quattro giovani fratelli che si involano da un nido, solo uno riuscirà a superare il primo inverno e, con un po' di fortuna, trovare un buon territorio ed un buon posto dove mettere su famiglia.

LONGEVITA'

Quanto può vivere un Barbagianni in natura? Anche se l'aspettativa di vita media è di soli 1,5 anni, sono noti casi di individui che hanno raggiunto la rispettabile età di 18 anni! Per l'Italia, la coppia più longeva è stata registrata proprio nel Delta del Po, con la femmina di almeno 10 anni di vita ed il compagno di 11 anni, entrambi inanellati e seguiti nel corso del Progetto Barbagianni.

 

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