UN TOPICIDA NATURALE
Non tutti conoscono la predilezione del Barbagianni per i piccoli mammiferi, come arvicole, topi, toporagni e ratti, che costituiscono la fetta principale della sua dieta (87% - 97%). E' noto tuttavia che “l'ammazzatopi con la faccia a cuore” è di bocca buona e si adatta volentieri a ciò che è maggiormente disponibile nell'area di caccia. Nello spettro alimentare compaiono quindi anche altri piccoli uccelli (<5%) come passeri e storni, disponibili spesso in notevoli quantità presso i dormitori comuni dalla fine dell'estate a tutto l'inverno, ma anche rane, lucertole e grossi insetti (<4%). L'azione di efficace rodenticida naturale diviene lampante sfogliando le numerose pubblicazioni sullo studio della sua dieta: durante il periodo riproduttivo, una singola coppia di Barbagianni, necessita anche di 40 prede al giorno per soddisfare le proprie esigenze energetiche e quelle dei propri pulcini. E' stato inoltre calcolato che una coppia può tranquillamente arrivare a predare, nell'arco di un anno, sino a 5.000 topi! L'occasione è stata da tempo colta, in modo lungimirante, da diverse persone nel mondo che hanno iniziato a vedere il Barbagianni come utile (nonché gratuito ed ecologico) alleato dell'uomo nel controllo dei roditori in ambiente agrario. Sono tutt'ora in corso diversi progetti che mirano ad incentivare la presenza e la nidificazione del Barbagianni, in particolare con la posa di cassette-nido, in diversi tipi di coltivazioni; dai vigneti e frutteti della California, alle piantagioni di palme da olio in Malesia, alle coltivazioni a noi più vicine (in Inghilterra, Olanda e Francia). E pensare che sino a pochi anni fa questi rapaci venivano etichettati come “nocivi”…
Tratto da: Taylor I., 1994. Barn Owls. Predator-prey relationship and conservation. Cambridge Univ. Press.